COSI' MARK KOSTABI DEFINISCE LA PITTURA DI CAMMARATA

 

  "MOLTO PIACEVOLE E SEDUCENTE"

 

ANTONINO CAMMARATA – Antonino Cammarata è profondamente ridondante, panico, sensuale, è compiaciuto. Ma non cerca soltanto il bell’effetto pittorico, bensì la sua sonorità in una immersione vitalistica ed estetizzante che non è molto lontana da quella di D’Annunzio nella Pioggia nel pineto. Andrea Diprè

www.andreadipre.it

 

I suoi paesaggi,  così pieni di colore e di luce realistici e lirici

insieme, rappresentano la Sicilia  profonda che tutti noi abbiamo  impresso nella memoria.   

                                                                       Vincenzo Consolo 

Tratto da un'epistola indirizzata dallo scrittore V. Consolo a 

Cammarata il 18 Aprile 2004          

                                                         

 

 

 

Cammarata ha raffigurato i paesaggi della Sua Isola con la

 stessa genuinità, con la stessa spontaneità e con lo stesso "verismo"con cui, poco più di un secolo fa, un Suo celeberrimo conterraneo  - Giovanni Verga descrisse usi, costumi e paesaggi della Sua Sicilia.                    

                                                                Col.  Mario Giuliacci   

 

 

S’intitola “Mutevoli orizzonti” la mostra allestita in questi giorni nei locali della nuova Galleria Roma, in via Maestranza 110. L’esposizione, curata dal direttore artistico della Galleria, Corrado Brancato, è stata inaugurata sabato e sarà visitabile sino al prossimo 31 gennaio.

In mostra le pitture di Antonino Cammarata che dedica la sua personale alla terra siciliana, celebrandone i meravigliosi paesaggi naturali immersi in un’atmosfera tenue e delicata. Un racconto fatto di dipinti attraverso i luoghi e gli scorci ricchi di suggestività che la Sicilia possiede; un viaggio di immagini che rievocano nature e aspetti di un territorio “magico”.

Cammarata descrive quindi la sua terra, e lo fa attraverso le opere che raccontano la bellezza rigogliosa dei paesaggi siciliani, il suo sole ed il suo mare.

Una mostra che è anche una sorta di richiamo rivolto a chi siciliano non è, in quanto l’artista racconta l’isola con testi dipinti che invitano a visitarla. “Questo è l'autore che celebra marine e colline dal cuore del Mediterraneo – commenta il maestro Brancato -; questo è l'artista che ci narra un’isola dai mutevoli orizzonti perchè brevi sono gli spazi che separano le sue rive dalle nevi, questo è il costante e fruttuoso lavoro di Antonino Cammarata”.

Isabella Di Bartolo

 

 

 

 

E' da molto tempo che coltivavo  il desiderio di visitare la Sua terra e finalmente, a  metà maggio sono riuscita, con uno splendido tour (organizzato) a toccare suolo siciliano.

Nel mio immaginario la Sicilia la vedevo arida, brulla, stepposa, invece davanti a me, a parte lo splendore indiscusso delle varie tonalità del blu-azzurro-verde del mare ho visto anche i verdi nelle mille tonalità tanto comuni nella Brianza e  fiori bellissimi dai colori puliti, quasi irreali, tanto erano gai nell'essere fioriti sulla Vostra terra.

Ora capisco perchè le Sue opere sono così luminose, così solari!

Mi sembrava che la  Sicilia rappresentata nelle Sue opere fosse un po' falsata, forse così solo nel Suo immaginario, ma invece l'ho ritrovata per davvero in tutto lo splendore che Lei giorno dopo giorno riporta sulla tela.

Non le nascondo che osservo attraverso la Sua Web questo nascere di opere che indubbiamente servono anche a trasmettere la voglia di arrivare fin lì.VederLa lavorare è come sentire, attraverso le sue pennellate ,i profumi assai rari della Sua terra.

Complimenti maestro e un grosso in bocca...al lupo per tutto....crepi

CARLA COLOMBO

IMBERSAGO  LC

 

 

 

Durante lo scorrere inesorabile della storia abbiamo assistito ad una lenta evoluzione dell’uomo che pian piano ha cercato di raggiungere la gloria attraverso le più svariate forme artistiche: Musica, Pittura, Scultura. Il mio cammino  attraverso il suggestivo e affascinante mondo dell’arte è iniziato due anni fa quando mi sono voluto liberare dei panni della vita quotidiana per entrare  in una nuova realtà che mi permetteva di indossare le ali e danzare attraverso delle opere che davvero mi facevano dimenticare  le brutture che la nostra società rapisce dalla madre ipocrisia, dalla stupidità, dall’avidità, dal consumismo, dalla moda. Mi sono sentito un po’ come il Leopardi quando si rifugiava sul monte Tabor  a leggere dei classici della letteratura e a cantare le poesie del suo cuore… mi sono sentito vicino a lui… eravamo molto simili…la società era una taglia troppo piccola e ci soffocava. Durante questo mio viaggio , che spero avrà una fine più futura possibile, ho conosciuto tante persone e da ognuna ho imparato qualcosa  di bello.. oggi  vorrei parlarvi di Antonino Cammarata un paesaggista siciliano con il quale ho instaurato una grande amicizia. I suoi lavori rispecchiano la sublime natura non abbruttita dalla violenza  umana, che trasforma, che sfigura…che distrugge. Nei suoi paesaggi vi è un qualcosa che li fa diventare unici e distinguibili da quelli creati da giovincelli inesperti affannati dalla vendita e dall’arricchimento personale. Sono fermamente convinto che il denaro sia il contrario di Arte….la vera arte non ha prezzo e un artista non può separarsi da una sua creatura per pochi spiccioli che servono a  soddisfare i vizi che ci sono stati imposti dalla massa. Antonino mi ha commosso quando mi ha detto che né l’uomo  né la notte scenderà mai sulle sue tele. Ci sarà sempre il sole, sempre dei paesaggi fioriti, che sorridono di felicità, inebriati dalla luce, accarezzati dalle onde del mare, dalla possanza  dell’Etna che grida sfavillante al cielo il suo rifiuto della società, oppure dalla luce di un faro nel quale il pittore rinchiude i suoi affetti più cari. Le pennellate veloci, il vento che smuove le piante, che fa fischiare l’erba rende tutto così reale da immaginare di crollare nella tela vivente e arrivare in quel luogo che può essere raggiunto solo ascoltando le voci di dentro. Antonino è così, pieno di gioia per la bellezza, per la vita e gli auguro davvero che la sua già non indifferente fama aumenti sempre più ed arrivi finalmente accanto ai nomi più grandi dell’arte…

 

 Francesco Cairone, Capaccio (SA)

 

Godo di odori e sapori racchiusi nella mia mente, custoditi nel ricordo e impressi indelebilmente su ognuna di queste tele.

Le ho osservate molto ed ora so di poter chiudere gli occhi per elaborarle dentro me: i colori vivi, lucenti... solari mi riportano alle dolci giornate di fine Primavera tra le campagne e sulle spiagge della mia terra, quando l'afa dell'Estate non ancora iniziata si mischia ad ogni cosa, immergendola in una luce rarefatta che immobilizza piante, alberi, case, piccole onde, sguardi e animi. 
 
In ogni quadro è come vedere una fiaba letta da bambina e sperare che quell'immagine resti per sempre.
Immagino sia allora che si decida di dipingere: immagino così «l'atto creativo» dei Suoi quadri.
 
Non sono un critico e non ho competenze tali da poter "giudicare" l'essenza tecnica e artistica di un dipinto... ma so cosa mi emoziona e questo è il mio modo per complimentarmi con Lei, perché sabato 3 aprile, di persona, non sono riuscita a farlo.

 Salvatrice Silvia Spampinato